Indian Life: Il Tamil Nadu
Se dal Kerala ci si sposta in Tamil Nadu , sembra davvero di entrare in un altro mondo :
dalle lunghe spiagge orlate di palme e distese di banani a montagne altissime e paesaggi impervi!
Solo visitando l’India si può comprendere il nome di “Subcontinente Indiano“…L’india è talmente vasta e talmente diversa che forse una sola vita non basta a vederla e conoscerla tutta..
Il Kerala e il Tamil Nadu sono gli stati che formano la “punta” dell’India e sono profondamente diversi…
Lo Stato del Kerala , con i suoi 575 chilometri di costa bagnata dal Mare Arabico, è un “paradiso tropicale” che prende il nome da “Kera”, la palma da cocco che qui cresce ovunque. Si possono ancora trovare resti di diverse influenze straniere, dagli antichi Fenici ed Egizi agli Arabi e ai Cinesi, fino ai più recenti Olandesi, Portoghesi e Inglesi. Qui approdarono, migliaia di anni fa, le navi del Re Salomone e poi vennero i Greci e i Romani nelle loro galee. Nel Kerala arrivarono commercianti di tutto il mondo attratti dalla sua ricchezza di legno di sandalo, avorio, tek, legname e, naturalmente, spezie orientali come zenzero, cannella, cardamomo e pepe.
Oggi migliaia di turisti sono attratti dal caldo mare blu, dalle spiagge dorate incorniciate dalle palme, dalle verdi risaie, dai tipici villaggi di case con i tetti di paglia, dalle fresche lagune costiere, dai massaggi ayuervadici a base di oli ottenuti da erbe medicinali, dalle forme di arte e di danza proprie del Kerala. Il “Kathakali”, l’antica pantomima classica eseguita con maschere, ha avuto origine qui e si ispira ai temi dei poemi epici indiani “Ramayana” e “Mahabharata” e persino, su base sperimentale, alla vita di Gesù Cristo e del Budda. Nelle palestre di tutto lo Stato viene ancora praticata l’antica arte marziale chiamata KALARIPAYATTU.
Il Tamil Nadu è conosciuto come il paese dei Templi.
Mentre gli abitanti degli stati dell’India Settentrionale sono per lo più di razza ariana, lo stato meridionale del Tamil Nadu è la patria dell’antica civiltà dravidica, ricca di tradizioni religiose, letterarie, filosofiche ed artistiche, che ha mantenuto inalterato il proprio stile di vita.
Il Tamil Nadu possiede una delle culture più antiche e complesse del mondo, ed una delle caratteristiche dell’India Meridionale è proprio la “continuità culturale” consentita dal fatto che i Mussulmani e Mogol che invasero il nord non arrivarono a distrurbare i regni dravidici del sud e quindi l´architettura e l’arte originarie indù poterono essere perfettamente preservate dalle dinastie che si succedettero nel tempo.
Il nostro soggiorno nel Tamil Nadu è stato caratterizzato dalla immersione totale nella realtà locale : siamo stati ospiti di una signora italiana, che vive da circa 25 anni in India e in particolare in un piccolo villaggio vicino alle cascate di Courtallam; lì ha creato il suo Ashram e il suo orto botanico.
E’ stato davvero impressionante vedere nel giardino della sua casa un numero incalcolabile di piante ed erbe medicinali : ne conosce tutte le proprietà e tutti gli usi possibili…è proprio da questo amore e scoperta contemporaneamente avvenuta vari anni fa, che Pia ha deciso di trasferirsi in India e studiare le piante e le erbe di questa terra.
Negli anni la sua vita è cambiata molto, a partire dalla sua religione, Induista praticante, fino ad arrivare a creare intorno a sè un posto magico : con la sua casa dà lavoro a tanti ragazzi e donne del posto, ha creato un’associazione in Italia , con cui è riuscita ad aiutare in modo costruttivo i villaggi intorno a lei , fornendo loro acqua potabile , scuole e insegnanti, che grazie alla sua generosità hanno potuto studiare, e soprattutto dando loro gli strumenti per utilizzare al meglio la natura che hanno intorno.
Il suo obiettivo è far conoscere le piante e le erbe e le loro infinite proprità benefiche e medicinali e insegnare loro a coltivarle in maniera autonoma.
Con lei abbiamo imparato a cucinare con le spezie, a fare l’olio di zenzero e il famoso Ghee, conosciuto anche come burro chiarificato, parte integrante della cucina ayurveda vegetariana.
I nostri pomeriggi in questi villaggi credo rimarranno per sempre nella nostra memoria e nel nostro cuore : bambini, donne, anziani che ti corrono incontro e intorno a loro la povertà vera…quella che noi vediamo oggi solo attraverso uno schermo , del pc o della tv…la loro dignità e la loro ospitalità è sicuramente il motivo principale che ti fa tornare in questi posti e che ti fa amare questo paese straordinario.
Il Tamil Nadu ti conquista per la natura ancora abbastanza incontaminata e per la vita semplice dei suoi abitanti : le cascate sono ovunque e, pur essendo noi arrivate nel periodo secco, tra gennaio e febbraio, la loro potenza e la loro grandezza fanno comunque un certo effetto…abbiamo visto quelle di Courtallam, ora luogo abbastanza turistico per gli Indiani, ma un tempo praticamente circondate da “giungla” vera, abitata da tigri ed elefanti…c’è chi dice che di notte qualche tigre si può ancora avvistare! Noi incontriamo tante scimmiette , anche abbastanza dispettose, che ovunque si mescolano a pellegrini e turisti…quelle più affascinanti e anche più discrete sono le grigie dalla faccia nera.
…fare il bagno sotto l’acqua ghiacciata di queste cascate è un’emozione unica : l’acqua ti cade addosso con una potenza impressionante e la temperatura ti rigenera completamente…per loro queste cascate come tante altre sono sacre, far il bagno è un momento che va rispettato, perchè è come entrare in contatto con i loro dei e offrire loro una preghiera…quindi ci “tuffiamo” vestiti sotto questo pò pò d’acqua e godiamo anche noi della potenza di questo posto.
Una forte emozione l’abbiamo vissuta entrando nei templi e partecipando ad una cerimonia Indù : i templi sono sempre dedicati ad una divinità e di solito anche le cerimonie sono fatte in onore della divinità protettrice del tempio.
Quando siamo arrivati a Kanya Kumari , all’estremo sud dell’India, abbiamo partecipato alla cerimonia del tempio più grande del sud , in onore di Shiva : ci sono tante storie su quel tempio e sulle sue cerimonie , ma quella che sicuramente ha accompagnato questa esperienza unica è stata quella “del cobra che con la fogliolina di tulsi in bocca arriva sull’altare dove c’è la statua di Shiva per deporre il suo omaggio”, che ci aveva raccontato Pia … con grande timore e con grande ansia ognuno di noi ha sperato di assistere ad una circostanza del genere e due ore nel tempio di Kanya Kumari sono trascorse senza che ce ne accorgessimo….ma il cobra non l’abbiamo visto!
L’albero di Tulsi è detto anche basilico santo : gli Indù ne hanno un tale rispetto, che quando gli inglesi vollero trovare qualcosa su cui costringerli a giurare, il “tulsi” fu una delle voci sacre prescelte.
I mala, lunghe collane che si usano per la meditazione, costruiti con palline ricavate dal tulsi vengono consigliati preferibilmente a chi pratica una dieta vegetariana e adotta uno stile di vita piu’ puro. Dedicato a Visnu e Krishna, in India il tulsi è considerato una pianta sacra e nell’Ayurveda ,la scienza medica indiana, è utilizzato in numerosi rimedi ed impiegato nella cura di molti disturbi.
La buona crescita del basilico determina se un luogo e’ più o meno salubre. Si ritiene inoltre che la sola presenza di questa pianta “magica” abbia il potere di scacciare gli spiriti maligni e, per contro, attirare le benedizioni divine.
…di informazioni così preziose ci sarebbe da scrivere un libro…voglio invece raccontarvi come ultimo giorno nel Tamil Nadu, la visita a Kanya Kumari del Gandhi Memorial : costruito di fronte all’incrocio dei tre mari , Mare Arabico – Golfo del Bengala – Oceano Indiano, viene visitato ogni giorno da migliaia di persone e …in grande silenzio e rispetto…proprio lì di fronte si racconta che Gandhi volle che le sue ceneri ritornassero al mare, un posto con una grande energia!
Un viaggio in India è un viaggio che ti cambia la vita…e il desiderio di tornare è un pò come “il mal d’Africa”…diventa parte di te appena l’aereo decolla e dal finestrino vedi tutto diventare piccolo piccolo..
Buona lettura!







Mi piace leggere i tuoi racconti così delicatamente emozionanti.
grazie Laura…